
Scrivo appena rientrato da un bel viaggio, il che rende probabilmente questo il momento peggiore per scrivere di vacanze. D'altra parte Agosto non è ancora finito e Freud era un appassionato viaggiatore e non possiamo esimerci dal raccontarlo! Durante l'estate lasciava Vienna, partiva con la famiglia e trascorreva diverse settimane lontano dalla città, spesso in montagna e poi verso sud. Le sue vacanze le conosciamo soprattutto attraverso le lettere, una parte delle quali è stata raccolta nel volume Il nostro cuore volge al Sud, che riunisce la corrispondenza di viaggio dal 1895 al 1923¹.
Le vacanze avevano dunque un posto riservato nella vita di Freud. Viaggiava, camminava, visitava città e musei, si interessava ai paesaggi e alle antichità e raccontava tutto questo nelle lettere. Ernest Jones osserva che il viaggio rappresentava per Freud una fonte di piacere, ma anche che la partenza poteva essere accompagnata da una certa agitazione, quella che Freud stesso chiamava Reisefieber, la «febbre del viaggio»². Il piacere della partenza e l'inquietudine che l'accompagnava potevano stare tranquillamente insieme.
L'Italia divenne progressivamente una delle sue destinazioni preferite. Freud viaggiò nella penisola numerose volte tra la fine dell'Ottocento e gli anni Venti, alternando soggiorni di villeggiatura, visite alle città d'arte e viaggi dedicati alla scoperta delle antichità. Roma occupava un posto particolare nel suo immaginario, ma gli itinerari comprendevano anche Venezia, Firenze, Orvieto, Napoli, Pompei, la Sicilia e il Trentino³.
Il 1° settembre 1900, da Lavarone, Freud scrive a Martha dopo una passeggiata nel bosco con Anna. Ha raccolto dei funghi e sta per lasciare il luogo:
Perché dunque abbandoniamo questo posto ideale di bellezza e tranquillità e ricco di funghi?⁴
Perché il viaggio doveva proseguire, il loro cuore, scrive Freud, «volge al Sud»⁴.
Freud, che siamo abituati a incontrare attraverso i libri, i pazienti, le lettere teoriche e il lavoro dello studio, durante le vacanze compare in una forma molto meno monumentale. Cammina. Viaggia con la famiglia. Guarda il paesaggio. Si interessa alle città che attraversa. Si lamenta quando qualcosa non funziona. Scrive a Martha. Cerca funghi.
Buone vacanze, Herr Professor!
Bibliografia: ¹ S. Freud, Il nostro cuore volge al Sud. Lettere di viaggio. Soprattutto dall'Italia (1895-1923), a cura di C. Tögel, con la collaborazione di M. Molnar, trad. it. di G. Rovagnati, Milano, Bompiani, 2003.
² E. Jones, Vita e opere di Freud, vol. II, Gli anni della maturità 1901-1919, trad. it. di A. Novelletto, Milano, Il Saggiatore, 1962.
³ G. Cesa-Bianchi, C. Cristini, «I viaggi italiani di Sigmund Freud», Turismo e Psicologia, 1, 2011, pp. 543-547.
⁴ S. Freud, Il nostro cuore volge al Sud, cit.